COME SE

MANOSANTA - 2003

Come se... è una espressione cara al teatro e alla vita, che più spesso di quanto crediamo si incrociano e si ibridano..

Queste due piccole parole dischiudono le porte dell'immaginazione, dell'impossibile che, immaginato, si lascia conoscere o, almeno, intravedere.

Indicano l'inizio di sentieri e percorsi personali, magari poco esplorati.

Evocano e rievocano.

Il misterioso e il vagheggiato, le speranze ed il concreto, i fantasmi, i timori, il Daimon che ci sospinge.

L'anima e la persona (maschera). Connota l'anticipare, il prefigurarsi cose, l'indispensabile tappa che precede il Come è... (per noi).

Tutto questo fa parte della nostra personale e particolare esperienza terrena e spirituale, concreta ed ideale al contempo, il nostro personale viaggio nel tempo, dentro e fuori di noi.

Come se...

Spesso chiudiamo gli occhi ed è come se stessimo viaggiando, come se avessimo viaggiato, immaginando posti, visto situazioni e persone di cui abbiamo solo letto o sentito parlare.

Il come se ci accompagna sempre.

Capita di vivere come se dovessimo durare in eterno. Stiamo insieme come se ci conoscessimo davvero. A volte ci sorprendiamo di noi stessi, come se si fosse rivelata una persona diversa da quella che credevamo di essere. Altre volte sono gli altri a sorprenderci.

Cerchiamo di affrontare la vita tenendo testa agli eventi, come se fossimo in grado di farlo. Spesso invece è come se fossimo travolti.

Facciamo promesse, come se fossimo sicuri di mantenerle.

Ci ripromettiamo di non sbagliare più, come se fosse possibile.

Come se... fossimo sempre un passo avanti a noi stessi (o indietro), protesi verso qualcosa che sempre ci sfugge, un ideale, una meta, un obiettivo.

E, dietro, a spingerci, il desiderio, che colma lo scarto fra noi e quel che vorremmo fosse, che vorremmo essere, come se fosse già.

Come se...

Copyright © All Rights Reserved